La Storia

Gli sbandieratori partecipano alla rievocazione della Giostra del Saracino fin dal 1931 nel ruolo di alfieri porta-bandiera dei Quartieri.

È però nel 1960 che la loro presenza acquista un carattere nuovo: infatti, in occasione di una “manifestazione italiana” a Liverpool, l’allora Ente Provinciale per il Turismo di Arezzo decide di costituire una rappresentanza della Giostra riunendo gli sbandieratori dei quattro Quartieri. Il grande successo di quella trasferta evidenzia la necessità di un gruppo autonomo (l’Associazione Sbandieratori, appunto) che possa essere portavoce delle tradizioni storico-folkloristiche della terra aretina. Ideatore e promotore di questa iniziativa è proprio il direttore dell’EPT, Alberto Mario Droandi.

Dato il rinnovato interesse per l’antica arte del “maneggiar l’insegna”, vengono consultati alcuni testi storici – come La bandiera (1638) di Messer Francesco Ferdinando Alfieri, Maestro d’Arme dell’Accademia Delia di Padova – che ne testimoniano, tra l’altro, l’origine in ambito bellico. Gli eserciti, infatti, avevano bisogno sia di una segnaletica efficace per disporre le truppe in battaglia, sia di un mezzo per comunicare la vittoria di un casato sull’altro.

 

L’Associazione Sbandieratori è fedele a questa tradizione e vanta un vero e proprio stampo militare. Tuttavia, oltre alle tradizionali evoluzioni coreografiche, col tempo il gruppo introduce anche altri aspetti dello sbandieramento – da quelli atletici e acrobatici a quelli musicali. A completare il quadro, basandosi sui dipinti di Piero della Francesca, lo stesso Droandi disegna dei nuovi costumi di ispirazione tardo-medioevale che tuttora riportano i colori e l’araldica dei comuni della provincia di Arezzo. Dunque, al contrario dei tanti tentativi di imitazione, l’Associazione è profondamente radicata nella realtà storico-culturale locale – a differenza dei numerosi gruppi nati sull’onda della moda delle rievocazioni storiche.

Non va sottovalutato anche il vasto repertorio di esercizi, perfezionato e ampliato negli anni fino a raggiungere un sorprendente livello di tecnica e stile. Infatti, alle suggestive coreografie dei primi anni – risultato di una rigorosa ricerca storica su testi del ‘500 – si sono aggiunte nuove figure e nuove musiche introdotte da Vittorio Dini (primo direttore tecnico del gruppo) e dal suo successore Pasquale Livi, allo scopo di esaltarne contenuti e linguaggio. Gesti e figurazioni, infatti, non hanno senso se all’abilità dell’esecuzione non corrispondono anche azioni intensamente simboliche ed espressive. È così che nei primi anni sessanta nasce la “Schermaglia”: una coreografia che evoca l’eterna lotta tra il Bene e il Male e che, da allora, è parte integrante del repertorio dell’Associazione.

Nel 1966, a San Marino, l’Associazione è tra i promotori della fondazione della Federazione Italiana Sbandieratori (F.I.SB.), che riunisce quasi tutti i gruppi italiani. L’anno seguente, poi, sono proprio gli aretini a organizzare i primi Giochi Internazionali della Bandiera – un nuovo e inatteso palcoscenico per un’arte fino ad allora poco conosciuta. Nelle prime cinque edizioni l’Associazione ottiene risultati straordinari (soprattutto nelle categorie a squadre) e risulta tuttora al quinto posto della classifica della “Tenzone Aurea” della F.I.SB. Nel 1977, infatti, il gruppo di Arezzo decise di ritirarsi sé dalla Federazione poiché, come spesso accade nello sport, la popolarità della gara ha portato con l’omologazione (delle bandiere, dei costumi e delle musiche) e l’Associazione preferisce salvaguardare la propria identità.

Negli anni 80 e 90 l’Associazione affronta trasferte sempre più impegnative che toccano più volte i cinque continenti in occasioni di grande prestigio. Merita una menzione speciale il saggio proposto alla Giostra del 1999: per i 40 anni dalla fondazione, infatti, tornano a esibirsi molti ex-sbandieratori, che animano Piazza Grande con una coreografia spettacolare. D’altra parte, negli ultimi dieci anni, grazie all’elevato numero di trasferte e al legame che si è creato tra i membri, sempre più ragazzi si sono avvicinati all’Associazione, aderendo alla “Scuola sbandieratori Carlo Dissennati” e costituendo l’attuale nucleo forte del Gruppo Attivo.

Altro aspetto di rilievo, curato dal Direttore Tecnico Livi, è stato il meticoloso studio delle musiche e delle simbologie per i saggi della Giostra del Saracino di Settembre, con la preziosa collaborazione del compianto Prof. Martini. Abbiamo così assistito a memorabili esibizioni dedicate a Leonardo da Vinci e Piero della Francesca, a grandi uomini e istituzioni o a eventi di particolare rilievo (come i 150 anni quotidiano La del Nazione).

Nel 2010 l’Associazione festeggia il suo cinquantesimo compleanno e, volendo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla lunga serie di successi, organizza una serie di eventi e iniziative destinate a lasciare il segno.