Le Esibizioni

Il gruppo è estremamente modulabile e va da un minimo di 8/10 fino a 30/35 elementi.

Tamburi – necessari per dare sincronismo agli spettacoli di bandiere
Trombe – sottolineano i momenti più intensi e carichi di emozioni
Sbandieratori – vera e propria anima del Gruppo, possono svolgere gli spettacoli in singolo, coppia, piccola squadra (da 4 a 6 elementi) e in grande squadra (da 8 a 16 elementi)
Acrobati – un’esclusiva del Gruppo di Arezzo, provengono dalla ginnastica artistica e possono effettuare figure acrobatiche con e senza bandiera

Al di là dei movimenti di sfilata, gli spettacoli hanno una durata variabile dai 5 ai 45 minuti e possono svolgersi anche in spazi chiusi (teatri, palazzetti dello sport) purché non ci siano particolari limiti di altezza.

Inoltre, le esibizioni possono comporsi di diverse fasi, spaziando dal tradizionale sbandieramento singolo – che esalta l’abilità tecnica e la precisione dell’alfiere – a quello simultaneo – in cui prevalgono l’affiatamento e la sincronia. In un crescendo di complessità dell’esecuzione, dalla coppia si arriva fino alla piccola e alla grande squadra che, senza dubbio, segna il culmine di intensità ed emozione.

Infine, la punta di diamante del repertorio è l’imitatissima Schermaglia, ideata da Vittorio Dini come metaforico scontro tra il Bene e il Male. Proposta per la prima volta al Tivoli di Copenaghen nel 1962, rappresenta la lotta fra due avversari muniti non di spada ma di bandiera – che, secondo tradizione, non può mai essere usata di punta.

Ricca di acrobaticità ed eleganza, ha per epilogo un vincitore che non annienta l’avversario, ma gli offre, piuttosto, una possibilità di riscatto: un’offerta che si rende evidente nella riconsegna del vessillo simbolicamente perduto. Un segno di fiducia nel prossimo, dunque, poiché la Schermaglia è anche un’allegoria dall’intenso significato.

Anche per questo, fin dagli anni 60, riscuote un costante successo ad Arezzo come in qualsiasi parte del mondo.